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La polizza casa: cosa copre davvero, cosa no e le tre voci che decidono il premio

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La polizza casa è uno di quei contratti che quasi tutti hanno e quasi nessuno ha letto. Si firma quando si accende un mutuo o si trasloca, si paga ogni anno, e la si scopre davvero solo il giorno in cui serve — che è il momento peggiore per accorgersi che quel danno non era compreso. Vale la pena spendere venti minuti per capire come è costruita: la differenza fra una polizza scelta bene e una scelta a caso si misura in migliaia di euro, in entrambe le direzioni.

La polizza casa non è una polizza: sono quattro

Sotto un nome unico convivono garanzie diverse, che si comprano a moduli. La prima è l’incendio e i danni ai beni: copre la struttura, gli impianti e il contenuto contro incendio, fulmine, scoppio, e nelle versioni estese anche acqua, vento e grandine. La seconda è il furto, che non è mai inclusa d’ufficio e ha regole proprie molto specifiche.

La terza è la responsabilità civile della vita privata: risarcisce i danni che tu o i tuoi familiari causate ad altri, dentro e fuori casa. È statisticamente la garanzia che viene usata più spesso e costa pochissimo. La quarta è l’assistenza, cioè l’invio di un artigiano in emergenza, utile ma marginale nel calcolo del premio.

Le tre voci che decidono se ti pagheranno

La prima è la somma assicurata. Se dichiari un valore del contenuto inferiore a quello reale, non ricevi semplicemente meno: scatta la cosiddetta regola proporzionale, per cui l’indennizzo viene ridotto nella stessa proporzione della sottoassicurazione. Assicurare per 30.000 euro un contenuto che ne vale 60.000 significa vedersi liquidare metà di qualunque danno, anche piccolo. Alcune polizze rinunciano espressamente a questa regola: è la clausola più importante da cercare.

La seconda è la coppia franchigia e scoperto. La franchigia è una cifra fissa che resta a tuo carico; lo scoperto è una percentuale del danno, spesso con un minimo. Uno scoperto del 10% con minimo 500 euro, su un danno da 2.000, significa che ne ricevi 1.500. Non è una fregatura: è il modo in cui il premio si abbassa. Ma va saputo prima.

La terza è il criterio di valutazione. «Valore a nuovo» significa che ti pagano quanto costa ricomprare l’oggetto oggi; «valore commerciale» significa che ti pagano quanto valeva quello vecchio, con il degrado. Sulla stessa lavatrice la differenza può essere del settanta per cento.

Il furto: dove nascono quasi tutti i contenziosi

La garanzia furto è quella con più condizioni. Molte polizze indennizzano solo il furto con effrazione o scasso, escludendo quello commesso con chiavi false o senza segni di forzatura. Quasi tutte richiedono mezzi di protezione dichiarati — porta blindata, inferriate, allarme — e se in fase di sinistro risultano diversi da quanto dichiarato, l’indennizzo può essere ridotto o negato.

Ci sono poi i limiti per categoria: gioielli e denaro hanno tetti separati e spesso bassi, tipicamente una percentuale della somma assicurata, salvo pattuizione diversa. Chi tiene in casa oggetti di valore rilevante deve dichiararli espressamente, altrimenti sta pagando per una copertura che nel suo caso vale poco.

Quanto dovrebbe costare

Per un appartamento di taglia media in un condominio, con incendio, danni d’acqua, responsabilità civile e furto, la forbice di mercato va da poche decine di euro l’anno per le sole garanzie base a qualche centinaio per una copertura ampia con valore a nuovo e senza regola proporzionale. Il premio dipende dal comune, dal piano, dai sistemi di protezione e — soprattutto — dalle franchigie scelte.

Attenzione a due situazioni. La polizza incendio richiesta dalla banca per il mutuo copre solo il fabbricato a tutela del creditore, non il tuo contenuto né la tua responsabilità: non è una polizza casa. E, come per le altre coperture vendute in abbinamento a un finanziamento, non sei obbligato a comprarla dalla banca — vale lo stesso principio spiegato a proposito delle polizze abbinate a mutui e prestiti.

Le domande da fare prima di firmare

Cinque, in ordine. C’è la rinuncia alla regola proporzionale? Il contenuto è indennizzato a valore a nuovo? Quali sono franchigia e scoperto per ciascuna garanzia, non in generale? Quali mezzi di protezione sono richiesti per il furto, e la mia casa li ha davvero? Qual è il massimale della responsabilità civile — sotto il milione di euro, oggi, è poco.

Come per ogni prodotto assicurativo o finanziario, le risposte stanno nel documento informativo standardizzato, non nella brochure: è lo stesso principio che vale quando si legge il documento sintetico di un investimento. E vale anche il criterio generale sulle coperture accessorie: quelle che sembrano un dettaglio da pochi euro sono spesso quelle su cui il margine è più alto, come abbiamo visto parlando della garanzia estesa proposta alla cassa.

Contenuti a fini informativi e formativi. Non costituiscono consigli finanziari o assicurativi: ogni decisione resta sotto la responsabilità del lettore.


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