Inflazione che morde, BCE che alza i tassi, petrolio in tensione per la crisi dello Stretto di Hormuz: i risparmiatori hanno una sola domanda in testa — come proteggo i miei soldi adesso? La risposta non è “mettere tutto al sicuro sul conto” (è la scelta che perde di più), né inseguire l’asset di moda. È costruire un portafoglio anti-crisi ragionato. Qui vediamo come, e ti do le allocazioni modello pronte per tre profili di rischio.
Le 3 minacce del momento
- Inflazione: erode in silenzio il potere d’acquisto. La liquidità ferma è la vera perdita certa.
- Tassi in salita: cambiano le regole per obbligazioni, mutui e liquidità — con vincitori e vinti.
- Shock geopolitico (Hormuz, energia): volatilità improvvisa e fiammate dei prezzi.
La buona notizia: non serve indovinare quale si avvererà. Un portafoglio costruito bene resiste a tutte e tre contemporaneamente. Il segreto è ragionare per “strati”, ognuno con un compito.
Il framework: il portafoglio a 4 strati
Ogni euro che hai dovrebbe avere un compito preciso. Invece di un mucchio indistinto, immagina quattro strati: liquidità (per gli imprevisti), difesa (per proteggere dall’inflazione e dai tassi), crescita (il motore di lungo periodo) e assicurazione (contro gli shock estremi). La domanda da un milione di euro è: quanto mettere in ciascuno? Ed è qui che le percentuali fanno tutta la differenza.
Le allocazioni modello (prudente, bilanciato, dinamico)
Ecco tre portafogli modello pronti, in percentuale, pensati per altrettanti profili di rischio. Sono esempi illustrativi: la quota giusta dipende dal tuo orizzonte e dalla tua tolleranza al rischio.
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