Il petrolio ha registrato la settimana piu pesante del 2026. Il Brent e crollato oltre il 5% chiudendo venerdi a $102,58 al barile, mentre il WTI ha perso oltre l’8% scivolando a $96,35. Il motivo? I negoziati tra Washington e Teheran sembrano piu vicini che mai a un accordo che potrebbe riaprire lo Stretto di Hormuz e riportare sul mercato milioni di barili di greggio.
Cosa sta succedendo tra USA e Iran
Il presidente Trump ha dichiarato che l’accordo con l’Iran e “sostanzialmente negoziato” e sara annunciato a breve. Il Segretario di Stato Marco Rubio ha confermato “buoni segnali”, avvertendo pero che qualsiasi intesa sarebbe “irrealizzabile” se Teheran insistesse sul controllo permanente della navigazione nello Stretto di Hormuz.
I negoziatori iraniani sono arrivati a Doha per trattare su due nodi centrali: le scorte di uranio arricchito e i pedaggi sullo Stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa il 20% del petrolio e del GNL mondiale. Dal 28 febbraio, quando sono iniziati gli attacchi militari USA e israeliani contro l’Iran, il traffico navale nello Stretto si e praticamente azzerato.
L’impatto sui mercati: petrolio, inflazione e tassi
Se il deal si concretizzasse, gli analisti prevedono un potenziale crollo del Brent sotto i $90 al barile — un livello che non si vedeva da prima della crisi. L’effetto domino sarebbe significativo.
Inflazione in discesa: il calo del petrolio ridurrebbe la pressione sui prezzi al consumo in tutta l’Eurozona, dando alla BCE margine per mantenere o tagliare i tassi. BTP in rally: tassi piu bassi significano prezzi piu alti per i titoli di Stato. I BTP a lunga scadenza potrebbero beneficiare di un movimento significativo. Azioni vincitori e perdenti: compagnie aeree, trasporti e consumi discrezionali volerebbero al rialzo. Al contrario, i titoli oil and gas e gli ETF energy subirebbero pressioni.
Secondo i dati di Investing.com, il Brent ha toccato i minimi da 4 anni.
Cosa fare con il portafoglio
Per gli investitori italiani, il momento e delicato ma ricco di opportunita. Chi ha posizioni pesanti su ETF petrolio o titoli energetici come ENI e Saipem dovrebbe valutare una riduzione dell’esposizione. Al contrario, i BTP a lunga scadenza (7-10 anni) e i fondi obbligazionari euro potrebbero rappresentare un’opportunita se il calo del greggio si traducesse in politiche monetarie piu accomodanti.
Attenzione pero: l’accordo non e ancora chiuso. Le posizioni sullo Stretto di Hormuz e sull’uranio arricchito restano distanti. Un fallimento dei negoziati riporterebbe il Brent sopra $110 in pochi giorni. La parola chiave resta gestione del rischio: diversificare, non scommettere tutto su un singolo scenario.
I livelli da monitorare
Sul Brent, il supporto chiave e a $100 — una rottura al ribasso aprirebbe la strada verso $92-$90. La resistenza rimane a $107. Sul WTI, occhio al livello psicologico dei $95: sotto quella soglia, le vendite potrebbero accelerare. Per i BTP decennali, un rendimento in calo sotto il 3,4% confermerebbe il trend rialzista dei prezzi.

