Acquisti oro Cina: per Goldman Sachs Pechino accumula quasi 5 volte più del dichiarato. Cosa significa per il prezzo e c

Oro, gli acquisti “invisibili” della Cina: 5 volte più delle cifre ufficiali

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Le cifre ufficiali raccontano una storia. I flussi fisici del metallo ne raccontano un’altra. Secondo una stima elaborata da Goldman Sachs, la banca centrale cinese starebbe accumulando oro a un ritmo quasi cinque volte superiore a quello che dichiara nei suoi comunicati mensili. Una discrepanza enorme, che non è un dettaglio da addetti ai lavori: se confermata, significherebbe che una delle maggiori economie del mondo sta costruendo in silenzio una riserva aurea molto più grande di quanto i mercati credano. E questo ha conseguenze dirette sul prezzo dell’oro, quindi anche sul portafoglio di chi, in Italia, al metallo giallo dedica (o pensa di dedicare) una quota dei propri risparmi.

Cifre ufficiali e acquisti reali: dove nasce la discrepanza

Ogni mese la People’s Bank of China comunica l’aggiornamento delle proprie riserve auree. Sono numeri contenuti: poche tonnellate alla volta, un’accumulazione lenta e ordinata. Il problema è che questi numeri non tornano con quello che si osserva nei canali fisici del mercato. Gli analisti che ricostruiscono i flussi in uscita dai grandi hub del commercio dell’oro — Londra, dove hanno sede i caveau della piazza più liquida del mondo, e la Svizzera, dove opera gran parte delle raffinerie che rifondono i lingotti nel formato richiesto dai compratori asiatici — rilevano spedizioni verso la Cina molto superiori a quelle giustificabili con la sola domanda privata di gioielleria e investimento.

La spiegazione più coerente con i dati è che una parte consistente di quei flussi finisca in acquisti istituzionali non dichiarati: oro che entra nelle disponibilità dello Stato senza passare per le statistiche ufficiali delle riserve. Non è una pratica nuova — la Cina ha già in passato aggiornato le proprie riserve “a salti”, rivelando in un colpo solo accumuli pluriennali — ma la scala stimata oggi è di un altro ordine di grandezza: quasi cinque volte il dato pubblicato.

Perché le banche centrali comprano oro

Per capire il fenomeno bisogna partire da una domanda semplice: a cosa serve l’oro a una banca centrale? Le risposte principali sono tre.

  • Diversificare le riserve. La gran parte delle riserve valutarie mondiali è ancora in dollari, tipicamente sotto forma di titoli di Stato americani. L’oro è l’attivo di riserva che non dipende dalla solvibilità (né dalle decisioni politiche) di nessun altro Paese.
  • De-dollarizzazione. Diverse economie emergenti vogliono ridurre la dipendenza dal dollaro nei propri bilanci pubblici. È un processo lento, ma gli acquisti di oro delle banche centrali — ai massimi storici da tre anni a questa parte — ne sono la manifestazione più concreta.
  • Il precedente delle sanzioni. Il congelamento delle riserve valutarie russe nel 2022 ha dimostrato che le riserve detenute in valute occidentali possono diventare inutilizzabili da un giorno all’altro. L’oro custodito sul proprio territorio, invece, non è sequestrabile. Per Pechino, che vive una competizione strategica permanente con Washington, la lezione è stata evidente.

La riservatezza degli acquisti, in quest’ottica, è essa stessa una scelta strategica: dichiarare acquisti massicci farebbe salire il prezzo e segnalerebbe le proprie intenzioni. Comprare in silenzio costa meno e rivela meno.

Cosa significa per il prezzo dell’oro

Se le stime sono corrette, sotto il mercato dell’oro c’è una domanda strutturale di fondo molto più grande di quella visibile: un compratore enorme, poco sensibile al prezzo, che assorbe offerta anno dopo anno. Questo non garantisce affatto che il prezzo salga sempre — l’oro resta un attivo volatile, capace di correzioni anche profonde — ma cambia la natura del mercato: ogni ribasso incontra un acquirente istituzionale paziente, e questo tende storicamente a rendere i minimi più solidi.

Il contesto attuale amplifica il tema. Le tensioni in Medio Oriente hanno riportato il petrolio in rialzo e i mercati azionari in modalità nervosa, e in queste fasi la domanda di beni rifugio si somma a quella strutturale delle banche centrali. Di come il rischio geopolitico si scarichi su petrolio, Borse e portafogli abbiamo parlato in dettaglio nell’analisi su dove si scarica il rischio geopolitico e cosa può fare un risparmiatore.

Come può esporsi all’oro un risparmiatore italiano

Chi ritiene sensato dedicare all’oro una quota del portafoglio ha, in Italia, tre strade principali.

  • ETC fisici (a replica fisica). Strumenti quotati in Borsa che detengono lingotti in caveau: si comprano e vendono dal conto titoli come un’azione, con costi annui contenuti e nessun problema di custodia. Per la maggior parte dei risparmiatori sono la soluzione più pratica. Le plusvalenze sono tassate al 26%.
  • Monete e lingotti fisici. L’oro da investimento (lingotti e monete qualificate) è esente da IVA all’acquisto; alla vendita, l’eventuale plusvalenza è soggetta all’imposta del 26% e in assenza di documentazione del costo d’acquisto il calcolo può risultare penalizzante: conservare sempre le fatture. Vanno poi considerati custodia e assicurazione.
  • Azioni di società minerarie o fondi settoriali. Un’esposizione indiretta e più volatile: il legame col prezzo del metallo c’è, ma mediato dai rischi d’impresa.

Quanto oro ha senso avere? Le prassi più diffuse nella costruzione di portafogli diversificati indicano quote nell’ordine del 5-10%: abbastanza da attutire gli shock, non così tanto da legare il proprio patrimonio a un attivo che non produce cedole né dividendi. Per capire da cosa dipende davvero la quotazione — fixing di Londra, futures, cambio euro-dollaro — è utile la nostra guida su come si forma il prezzo dell’oro.

L’altra riserva: il paragone con bitcoin

C’è infine chi accosta all’oro anche bitcoin, definendolo una riserva “digitale”: scarso per costruzione, non sequestrabile, fuori dai circuiti bancari tradizionali. È un accostamento suggestivo ma da maneggiare con prudenza, perché la volatilità è di tutt’altro livello. Chi vuole approfondire il tema con un approccio matematico e non emotivo può partire da cryptograssini.com.

Questo articolo ha finalità esclusivamente educative e informative: non costituisce consulenza finanziaria né sollecitazione all’investimento. Ogni decisione di investimento resta sotto l’esclusiva responsabilità del lettore.


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