Mutuo a tasso fisso o variabile? La scelta giusta con la BCE che alza i tassi

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Dati aggiornati a inizio giugno 2026.

L’11 giugno la BCE si riunisce e i mercati si aspettano il primo rialzo dei tassi dopo la lunga pausa (con un secondo possibile a settembre). Per chi sta per accendere un mutuo — o ne ha uno variabile — è il momento di fare i conti. E per una volta i numeri danno una risposta abbastanza chiara. Vediamola.

Come funzionano (in 30 secondi)

  • Tasso fisso: la rata è agganciata all’indice IRS al momento della firma e non cambia mai più. Paghi la certezza.
  • Tasso variabile: la rata segue l’Euribor, che si muove con i tassi BCE. Parte spesso più basso, ma sale (e scende) con la politica monetaria.

I numeri di oggi

Indice Valore (giugno 2026)
Euribor 3 mesi (variabile) 2,28%
Euribor 1 anno 2,79%
IRS 20 anni (fisso) 3,24%
IRS 25-30 anni (fisso) ~3,2%
Fonte: rilevazioni Euribor/Eurirs di inizio giugno 2026. Le migliori offerte fisse sul mercato partono da TAN ~2,85% (TAEG ~3%); i variabili tipici viaggiano su Euribor 3M + spread 0,8-1%.

Nota il dettaglio insolito: oggi il fisso costa quanto (o meno) del variabile. Il mercato ha già prezzato i rialzi attesi, ma le migliori offerte fisse restano sotto il 3%. E qui la matematica diventa interessante.

L’esempio concreto: mutuo da 150.000 € a 25 anni

Scenario Tasso Rata mensile
Fisso (bloccato oggi) 2,90% ~703 € per sempre
Variabile oggi ~3,10% ~719 €
Variabile dopo +0,50% BCE ~3,60% ~758 €
Variabile dopo +1,00% BCE ~4,10% ~799 €
Calcoli indicativi (rata francese, 300 mesi). Con due rialzi attesi nel 2026, il variabile parte già svantaggiato.

Tradotto: chi sceglie il variabile oggi paga di più da subito e si espone ai rialzi in arrivo. Lo sconto iniziale che storicamente giustificava il variabile, in questa fase, semplicemente non c’è.

Allora il fisso vince sempre? Quasi

Il fisso è la scelta razionale per la maggior parte delle famiglie in questa fase: rata certa, costo competitivo e protezione dai rialzi. Il variabile può avere senso solo in due casi: se prevedi di estinguere il mutuo in pochi anni (l’impatto dei rialzi resta limitato) o se hai margini di bilancio ampi e vuoi scommettere su futuri tagli più aggressivi di quanto il mercato si aspetti. È, appunto, una scommessa.

Hai già un variabile? Le mosse possibili

  • Surroga verso il fisso: gratuita per legge, trasferisci il mutuo in un’altra banca bloccando il tasso. Con i fissi sotto il 3% è la finestra giusta per valutarla.
  • Rinegoziazione con la tua banca: chiedi il passaggio a fisso; la banca non è obbligata, ma la concorrenza delle surroghe aiuta.
  • Cuscinetto: se resti sul variabile, metti in conto rate più alte e rafforza il fondo di emergenza.

Gli errori da evitare

  • Guardare solo il TAN: confronta sempre il TAEG, che include spese e assicurazioni.
  • Scegliere il variabile “perché la rata iniziale è più bassa” — oggi spesso non è nemmeno vero.
  • Dimenticare che la BCE muove l’Euribor quasi subito, mentre il fisso firmato non cambia mai.

In sintesi

Con la BCE orientata ad alzare i tassi e i fissi ancora sotto il 3%, la matematica di giugno 2026 favorisce il tasso fisso per chi compra casa e per molti di chi è oggi sul variabile (via surroga). Come sempre: confronta più offerte sul TAEG e fai i conti sulla TUA rata, non su quella media.

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