I mercati emergenti sono tra le sorprese più positive del 2026. Mentre l’attenzione è tutta sulla geopolitica e sulle banche centrali, i listini di Asia, America Latina ed Europa orientale stanno mettendo a segno performance che fanno impallidire molti mercati sviluppati — e lo fanno partendo da valutazioni più basse.
Un 2026 da protagonisti
Dopo un 2025 già brillante, l’indice azionario dei mercati emergenti ha proseguito la corsa, con un rendimento da inizio anno saldamente a doppia cifra. Le ultime settimane hanno visto una fisiologica pausa, complice la tensione geopolitica, ma il quadro di fondo resta favorevole e gli analisti continuano ad attendersi una crescita degli utili societari nell’ordine del 17% per l’anno in corso.
Perché il dollaro debole aiuta
Il vero carburante è il dollaro. Con la Federal Reserve orientata a non irrigidire ulteriormente la politica monetaria, il biglietto verde fatica a rafforzarsi: e un dollaro debole è una manna per gli emergenti, che spesso si finanziano in valuta americana. Meno costo del debito, valute locali più forti e capitali esteri più propensi a entrare: un mix storicamente vincente per queste economie.
Il motore: semiconduttori e tecnologia
Dietro la sovraperformance c’è soprattutto la tecnologia. La domanda legata ai semiconduttori e all’intelligenza artificiale sta trainando le borse asiatiche, dove si concentra gran parte della catena di fornitura dei chip. È un tema strutturale, non un fuoco di paglia, che lega i mercati emergenti ai grandi trend dell’innovazione globale.
Valutazioni ancora a sconto
Nonostante la corsa, gli emergenti restano più economici dei mercati sviluppati: offrono prospettive di crescita degli utili migliori a multipli inferiori. A questo si aggiunge un fattore congiunturale: la possibile fine della guerra e il calo del petrolio favoriscono i Paesi importatori di energia, alleggerendo i conti di molte economie emergenti.
Rischi e cosa aspettarsi
Non mancano le insidie: una nuova fiammata del dollaro, un ritorno della tensione geopolitica o un rallentamento cinese potrebbero raffreddare l’entusiasmo. La parola d’ordine, come sempre, è diversificare e ragionare sull’orizzonte temporale. Per chi guarda anche agli asset digitali come componente ad alto rischio del portafoglio, gli aggiornamenti sono su Criptonite e le analisi di metodo su CryptoGrassini.
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