Contango e backwardation: trader davanti alla curva dei futures sugli schermi

Contango e backwardation: cosa dice la curva dei futures (dal FTSE MIB al gas)

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Chi guarda per la prima volta le quotazioni dei futures nota subito una stranezza: il prezzo del contratto quasi mai coincide con quello del sottostante. A volte il future quota sopra, a volte sotto, e la differenza cambia con la scadenza. Dietro questo fenomeno ci sono due parole chiave dei mercati a termine: contango e backwardation. Capirle non serve solo ai trader del FIB: serve a chiunque abbia in portafoglio un ETC sulle materie prime o voglia interpretare cosa “pensa” il mercato dei prossimi mesi.

Cosa sono contango e backwardation?

La curva dei futures è la sequenza dei prezzi dello stesso contratto sulle diverse scadenze (settembre, dicembre, marzo e così via). Contango e backwardation descrivono la sua inclinazione:

  • Contango: le scadenze lontane costano più di quelle vicine (e del prezzo spot). La curva sale. È la condizione più comune sulle materie prime, perché tenere fisicamente un bene ha un costo: stoccaggio, assicurazione, capitale immobilizzato.
  • Backwardation: le scadenze lontane costano meno di quelle vicine. La curva scende. Succede quando il mercato vuole il bene subito — tipicamente in caso di scarsità — ed è disposto a pagare un premio per la consegna immediata.

In sintesi: contango e backwardation sono il modo in cui il mercato mette un prezzo al tempo. Non prevedono il futuro con certezza, ma raccontano se oggi prevalgono abbondanza e costi di mantenimento, oppure tensione e scarsità.

Perché il future FTSE MIB quota spesso sotto l’indice?

Sui futures azionari come il FIB — il contratto sul FTSE MIB con moltiplicatore di 5 euro per punto, scadenze trimestrali il terzo venerdì di marzo, giugno, settembre e dicembre (prossima: 18 settembre 2026) — la logica è la stessa, ma i “costi di stoccaggio” si chiamano cost of carry: tassi di interesse meno dividendi attesi.

Esempio numerico concreto. Supponiamo FTSE MIB a 49.500 punti, tassi al 2,25% e un rendimento da dividendi dell’indice intorno al 4,5% annuo. Per una scadenza a 3 mesi:

Future ≈ 49.500 × [1 + (2,25% − 4,50%) × 0,25] ≈ 49.220 punti

Il future “giusto” quota circa 280 punti sotto l’indice: con il moltiplicatore da 5 euro sono circa 1.400 euro per contratto FIB. Non è pessimismo del mercato, è aritmetica: chi compra il future rinuncia ai dividendi che incasserebbe possedendo le azioni, e lo sconto lo compensa. Ecco perché sul FTSE MIB — indice ricco di banche e utility che staccano cedole generose — il future in ottica tecnica appare spesso “in backwardation” pur senza alcuna scarsità: è l’effetto dividendi. Per le regole operative del mercato IDEM, margini e differenze tra FIB e Mini-FIB, la nostra guida ai futures IDEM è il punto di partenza.

Materie prime: dove la curva racconta la realtà

Sulle commodity la curva è ancora più eloquente. Il gas naturale è l’esempio perfetto: in estate, con gli stoccaggi in riempimento, le scadenze invernali costano di più (contango stagionale); quando l’offerta si inceppa, le scadenze vicine schizzano sopra quelle lontane, come si è visto sui futures del gas naturale europeo. Il petrolio in backwardation profonda, al contrario, segnala che il mercato teme di restare a corto di barili adesso, non tra un anno.

Il costo nascosto del rollover

Contango e backwardation diventano concretissimi quando bisogna rollare una posizione, cioè chiudere il contratto in scadenza e riaprirlo sulla scadenza successiva — un passaggio obbligato per chi resta investito oltre le scadenze tecniche trimestrali.

In contango il rollover ha un costo strutturale: vendi il contratto vicino a un prezzo più basso e ricompri il lontano a un prezzo più alto. Ripetuto quattro volte l’anno, questo attrito erode il rendimento anche se il prezzo spot non si muove. È il motivo per cui certi ETC su materie prime possono perdere terreno in un anno in cui la commodity è rimasta ferma. In backwardation accade l’opposto: il roll genera un piccolo guadagno sistematico.

Cosa deve sapere (e non fare) un investitore retail

  • Non leggere lo sconto del FIB come un segnale ribassista: quasi sempre è solo l’effetto di tassi e dividendi.
  • Prima di comprare un ETC su materie prime, guarda la curva: un contango ripido è un costo ricorrente che il grafico dello spot non mostra.
  • Attenzione ai giorni di scadenza: volumi e volatilità aumentano, gli spread si allargano; non è il momento ideale per entrare o uscire.
  • La curva è un termometro, non una sfera di cristallo: descrive le condizioni di oggi, non garantisce i prezzi di domani.

Curiosità finale: la stessa lettura vale anche fuori dai mercati tradizionali. I futures su Bitcoin quotano abitualmente in contango, e l’ampiezza di quel premio è uno degli indicatori che gli analisti quantitativi monitorano per misurare l’euforia del mercato: chi vuole vedere come si applica un approccio matematico rigoroso a questi segnali può approfondire il metodo di CryptoGrassini.

Questo articolo ha esclusivamente fini formativi e divulgativi: non costituisce consulenza finanziaria né sollecitazione all’investimento. Ogni decisione resta responsabilità del lettore.


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