La BCE ha deciso: rialzo dei tassi di 25 punti base, il primo dal 2023. Il Consiglio direttivo guidato da Christine Lagarde ha portato il tasso sui depositi al 2,25%, spinto dallo shock energetico legato alle tensioni in Medio Oriente e da un’inflazione tornata a salire. Una mossa attesa, ma che cambia concretamente i conti delle famiglie italiane.
Cosa ha deciso la BCE
Francoforte ha alzato di 25 punti base i tre tassi di riferimento, interrompendo una lunga fase di stabilità. Lagarde ha definito la scelta necessaria e “solida in più scenari”, ribadendo l’approccio dipendente dai dati, riunione per riunione. La spinta arriva dall’inflazione, risalita verso il 3% complice il rincaro dell’energia.
Cosa cambia per i mutui
Il rialzo dei tassi pesa subito sui mutui a tasso variabile, agganciati all’Euribor: le rate tornano a salire. Chi ha un tasso fisso è protetto nell’immediato, ma per i nuovi mutui le condizioni si irrigidiscono. È il momento di confrontare le offerte e valutare la surroga. Avevamo spiegato cosa attendersi alla vigilia in questo approfondimento.
Risparmi, BTP e mercati
Il rovescio della medaglia: tassi più alti significano rendimenti più ricchi su conti deposito, titoli di Stato e obbligazioni. Per il risparmiatore prudente si riaprono opportunità di reddito a basso rischio. Per le borse, invece, un denaro più caro è in genere un freno.
L’effetto sulle criptovalute
Quando i tassi salgono, gli asset più rischiosi soffrono: il capitale si sposta verso rendimenti sicuri e Bitcoin tende a risentirne. Cosa sta accadendo al mercato crypto lo seguiamo su Criptonite, mentre l’analisi matematica dei cicli di Bitcoin è su CryptoGrassini.
Contenuto a scopo informativo ed educativo, non costituisce consulenza finanziaria.

