La portabilità del conto corrente esiste da anni, è gratuita e ha tempi fissati per legge, eppure resta uno degli strumenti meno usati dai risparmiatori italiani. Il motivo non è il costo: è la paura che qualcosa si perda per strada, un addebito che salta, uno stipendio che arriva su un conto chiuso. Sono timori legittimi, e si disinnescano conoscendo esattamente cosa il trasferimento porta con sé e cosa invece resta indietro.
Portabilità del conto: cosa prevede la regola
La disciplina europea recepita in Italia impone alle banche di trasferire i servizi di pagamento collegati a un conto entro dodici giorni lavorativi dalla richiesta, senza spese per il cliente. La richiesta si presenta alla banca nuova, non a quella che si lascia: è la nuova che attiva la procedura e raccoglie dal vecchio istituto l’elenco degli ordini permanenti e delle autorizzazioni di addebito diretto attive.
Se il termine non viene rispettato, la banca inadempiente deve un indennizzo al cliente. È un dettaglio che conviene conoscere, perché è la leva più efficace per sbloccare una pratica ferma: citare il termine e l’indennizzo dovuto produce risultati più rapidi di qualunque reclamo generico.
I dodici giorni: come funziona in concreto
La sequenza è sempre la stessa. Si apre il conto nuovo e si firma il modulo di trasferimento indicando la data dalla quale i pagamenti devono essere spostati. La banca nuova chiede alla vecchia l’elenco dei servizi ricorrenti; la vecchia risponde entro pochi giorni lavorativi. A quel punto la nuova attiva domiciliazioni e ordini permanenti sul proprio conto e, se richiesto, la vecchia chiude il conto e trasferisce il saldo.
Il consiglio pratico è di non chiedere la chiusura immediata del vecchio conto: conviene lasciarlo aperto trenta o sessanta giorni, con un piccolo saldo, per intercettare gli addebiti che qualche fornitore invia in ritardo. La chiusura si può sempre chiedere dopo, ed è comunque gratuita.
Cosa si sposta e cosa resta indietro
Si spostano: bonifici periodici programmati, addebiti diretti delle utenze, accrediti ricorrenti come stipendio e pensione. Non si spostano, e questo è il punto che genera la maggior parte dei problemi: i titoli detenuti in un deposito amministrato, che richiedono un trasferimento separato e spesso a pagamento; i finanziamenti in corso, che restano con la banca originaria; le carte di credito collegate, che vanno riemesse; e le domiciliazioni impostate direttamente sul sito di un fornitore anziché tramite autorizzazione bancaria.
Cambia inoltre l’IBAN, e questo va comunicato a chiunque paghi verso quel conto: datore di lavoro, ente previdenziale, inquilini, clienti. Per un mutuo in essere il trasferimento del conto non serve: lo strumento corretto è un altro, ed è quello che abbiamo descritto parlando della surroga del mutuo.
Gli errori che costano soldi
Il primo è chiudere il vecchio conto prima che il nuovo sia pienamente operativo: un addebito che torna indietro può generare una segnalazione di insoluto presso il fornitore, con costi di riattivazione. Il secondo è dimenticare il deposito titoli: lasciarlo dove si trova significa continuare a pagare il canone di una banca che non si usa più. Il terzo è scegliere il conto nuovo guardando solo al canone, senza considerare le voci che si pagano davvero, dai prelievi presso altri istituti alle commissioni sui bonifici istantanei.
Un caso a parte è il conto intestato a più persone, dove servono le firme di tutti i cointestatari secondo le regole di firma: vale la pena rileggere come funzionano poteri e limiti su un conto cointestato prima di avviare la pratica.
Quando conviene davvero
Conviene quando il risparmio annuo supera stabilmente il fastidio dell’operazione, quindi tipicamente sopra il centinaio di euro l’anno, oppure quando il servizio è diventato inadeguato. Conviene anche quando la banca è stata assorbita da un altro gruppo e le condizioni sono cambiate in peggio, situazione sempre più frequente e che abbiamo analizzato spiegando cosa cambia per il cliente quando la propria banca viene acquisita.
Non conviene, invece, se si è appena ottenuto un finanziamento a condizioni legate alla relazione con quell’istituto: in quel caso il conto è parte del pacchetto, e spostarlo può far decadere sconti che valgono più del canone risparmiato.
Contenuti a fini informativi e formativi. Non costituiscono consigli finanziari né consulenza: ogni decisione resta sotto la responsabilità del lettore.

