La dichiarazione dei redditi 2026 porta con sé nuove scadenze e una maggiore attenzione del Fisco (Agenzia delle Entrate) su ETF, azioni estere e criptovalute. Se hai un portafoglio di investimenti, è fondamentale sapere quali quadri compilare, quali aliquote applicare e come gestire minusvalenze e imposte patrimoniali. Ecco la guida operativa per non sbagliare.
Dichiarazione dei redditi 2026: scadenze principali
- 15 giugno 2026: apertura precompilata online
- 30 settembre 2026: termine ultimo Modello 730
- 30 novembre 2026: termine Modello Redditi PF
- 30 giugno / 30 novembre: acconti IVAFE
Regime amministrato vs dichiarativo
Per la dichiarazione dei redditi 2026, la scelta del regime fiscale è fondamentale.
Se investi tramite un intermediario italiano (banca o broker come Directa, Fineco, Intesa Sanpaolo), sei tipicamente in regime amministrato: è l’intermediario a calcolare e versare le imposte per te. Nessun quadro da compilare, se non per patrimoniale e conti esteri.
Se invece usi un broker estero (Degiro, Interactive Brokers, Trade Republic, Revolut), sei in regime dichiarativo: devi dichiarare tu plusvalenze, minusvalenze, dividendi e patrimoniali.
Quadro RW: monitoraggio asset esteri e crypto
Nella dichiarazione dei redditi 2026, il Quadro RW è obbligatorio per chi detiene attività finanziarie all’estero.
Nel Quadro RW vanno indicati:
- Titoli e ETF detenuti su broker esteri
- Conti correnti esteri con giacenza media > 5.000 euro
- Criptovalute detenute su exchange esteri (Binance, Kraken, Coinbase, Bybit)
- Stablecoin e wallet self-custody (Ledger, Trezor, MetaMask)
Va riportato il valore al 31 dicembre 2025 e, se superiore, il valore massimo dell’anno. La mancata compilazione comporta sanzioni dal 3% al 15% delle somme non dichiarate (dal 6% al 30% se detenute in Paesi black-list).
Quadro RT: plusvalenze e minusvalenze
Nel Quadro RT si dichiarano le plusvalenze da cessione di partecipazioni, ETF, azioni, obbligazioni e criptovalute. L’aliquota è il 26% sulla differenza tra prezzo di vendita e prezzo di carico, al netto delle commissioni.
Le minusvalenze sono compensabili solo con plusvalenze “della stessa natura” (altri strumenti finanziari) e solo nei quattro anni successivi. Le minusvalenze su ETF armonizzati (UCITS) NON sono compensabili con plusvalenze su azioni singole: questa è una delle trappole più frequenti.
IVAFE e imposta patrimoniale sulle crypto
L’IVAFE è l’imposta patrimoniale sulle attività finanziarie estere:
- 0,2% annuo sul valore di titoli, ETF e conti titoli esteri
- 34,20 euro fissi per ogni conto corrente estero
- 2 euro per wallet/exchange crypto (imposta sulle cripto-attività)
La nuova tassazione crypto 2026
Dal 2026 la tassazione sulle plusvalenze in criptovaluta è uniformata al 26%, eliminando la precedente soglia di esenzione di 2.000 euro. La novità principale è la possibilità di rivalutazione delle giacenze al 1° gennaio 2026 pagando un’imposta sostitutiva del 18%: utile se possiedi crypto con forti plusvalenze latenti e prevedi di venderle.
Un esempio pratico
Marco ha investito 10.000 euro in ETF VWCE tramite Degiro a gennaio 2025. Al 31 dicembre 2025 il valore è 11.800 euro. A marzo 2026 vende tutto a 12.200 euro.
- Quadro RW: dichiara 11.800 euro al 31/12/2025
- Quadro RT: plusvalenza di 2.200 euro × 26% = 572 euro di imposta
- IVAFE: 0,2% × 11.800 euro = 23,60 euro
Fonti ufficiali e approfondimenti
Per approfondire normativa, istruzioni operative e aggiornamenti, si rimanda alle fonti istituzionali italiane:
- Agenzia delle Entrate — portale ufficiale, istruzioni Modello Redditi PF, quadri RW e RT.
- Dipartimento delle Finanze (MEF) — documenti normativi e prassi fiscale.
- Normattiva — testi aggiornati di Legge di Bilancio e decreti fiscali.
- Consob — vigilanza sui mercati finanziari e prodotti di investimento.
- Banca d’Italia — regolamentazione intermediari e dati macroeconomici.
Per approfondire le strategie di investimento e la gestione fiscale, consulta le nostre guide su come investire in ETF e il piano di accumulo PAC in ETF.
Consigli finali per la dichiarazione dei redditi 2026
Conserva almeno cinque anni gli estratti conto mensili del broker, le CSV delle transazioni crypto e le ricevute di bonifico verso exchange. Se il portafoglio supera i 50.000 euro o le operazioni crypto sono numerose, valuta un commercialista specializzato: il costo di 300-600 euro annui si ripaga facilmente evitando errori e sanzioni.
Questa guida ha finalità informative generali e non sostituisce la consulenza di un commercialista o di un tributarista per la tua situazione specifica.
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