Il conto corrente è lo strumento finanziario più diffuso, e anche uno dei più costosi se non lo si sceglie con attenzione. Canone mensile, imposta di bollo, commissioni sui bonifici, costi per il prelievo, spese di gestione della carta: singole voci che sembrano marginali ma che, sommate su un anno, possono superare i cento euro. La buona notizia è che si tratta di costi in gran parte evitabili, perché il mercato offre alternative molto più economiche. Basta sapere dove guardare e cosa confrontare.
Quanto costa davvero un conto corrente
Il costo di un conto si compone di più voci. Il canone è la spesa fissa di tenuta; l’imposta di bollo di 34,20 euro annui è dovuta per legge sopra una certa giacenza media (per le persone fisiche, oltre 5.000 euro). Poi ci sono i costi variabili: commissioni sui bonifici, spese per operazioni allo sportello, canone della carta di debito o credito, costi di prelievo su ATM di altre banche. Un conto tradizionale “pieno” può arrivare a costare 100-150 euro l’anno; un conto online ben scelto può azzerare quasi tutto tranne il bollo di legge.
L’indicatore da leggere: l’ISC
Per confrontare i conti esiste uno strumento standard e obbligatorio: l’ISC, l’Indicatore Sintetico di Costo. È un valore che riassume la spesa annua complessiva del conto per profili di utilizzo tipici (giovane, famiglia, pensionato, uso online). Ogni banca deve pubblicarlo nel documento informativo. Confrontare l’ISC del proprio profilo tra più offerte è il modo più rapido e affidabile per capire quale conto conviene, evitando di farsi ingannare da un singolo parametro pubblicizzato mentre altri costi restano nascosti.
Come tagliare i costi senza rinunce
- Valuta i conti online: canone spesso azzerato e bonifici gratuiti, a fronte di una gestione interamente digitale.
- Verifica le condizioni di azzeramento: molti conti tolgono il canone con accredito dello stipendio o una giacenza minima.
- Attenzione al bollo: sopra i 5.000 euro di giacenza media scattano i 34,20 euro; distribuire la liquidità può avere senso, ma senza complicarsi la vita.
- La portabilità è gratuita e veloce: cambiare banca, per legge, è semplice e il trasferimento delle domiciliazioni è a carico dei due istituti.
Il conto giusto per le proprie abitudini
Non esiste il conto migliore in assoluto, ma quello più adatto al proprio uso. Chi opera quasi solo online e fa pochi prelievi in contanti trova nei conti digitali la soluzione più economica; chi ha bisogno dello sportello fisico e di consulenza in filiale dovrà mettere in conto un costo maggiore, valutando se il servizio lo giustifica. Il principio resta lo stesso degli altri costi ricorrenti: rivedere periodicamente le condizioni ed eliminare le spese inutili. Cento euro l’anno recuperati sul conto sono cento euro che possono alimentare un fondo di emergenza o un piano di risparmio di lungo periodo.
Contenuti a scopo informativo ed educativo: non costituiscono consulenza finanziaria ne sollecitazione all’investimento.

